Ecco cosa è successo dal mio ultimo post sulla vicenda dell’oscuramento di TPB. La FIMI ha mostrato una specie di crisi di nervi diramando un comunicato in cui afferma:
Per la serie “la legge è uguale per tutti, ma per qualcuno è più uguale degli altri”, sembrerebbe che l’industria discografica voglia raccogliere dati (leggasi indirizzo ip) di chi prova ad accedere a thepiratebay.org grazie ai filtri basati sul dns.
Va detto che i filtri applicati dai provider si comportano in maniera diversa a secondo dei provider:
- Alcuni provider deviano le richieste per thepiratebay.org sul computer dell’utente, o in termini tecnici, gli associano l’indirizzo ip di loopback 127.0.0.1,
- Altri provider hanno impostato i dns in maniera che non risolvano il dominio piratebay.org
- Altri ancora deviano i pacchetti diretti a Pirate Bay su un server che contiene un avviso della Guardia di Finanza di Bergamo e che riporto in questa immagine (cliccateci sopra per ingrandirla):
Proprio da quel messaggio arrivano i presunti problemi di violazione della Privacy.
Nuovi particolari sono emersi sull’oscuramento di The Pirate Bay: esso sarebbe avvenuto nell’arco dell’operazione Colombo, che ha portato anche al sequestro del sito Colombo-BT, un portale dal funzionamento simile a TPB.
Come sapete ieri (10 agosto 2008) The Pirate Bay è stato oscurato in Italia, questo a seguito di un’ordinanza della Procura della Repubblica di Bergamo. Ovviamente, queli della baia non sono stati a guardare (sono informatici esperti, non ignoranti del computer come i politici e la procura di Bergamo) ed hanno messo a disposizione il dominio labaia.org, liberamente accessibile, anche se ha qualche problema: io ad esempio non riesco a caricare le immagini. Inoltre, sono stati cambiati gli indirizzi ip del server della baia, in maniera da aggirare i blocchi dei provider che hanno impostato filtri basati sugli indirizzi IP.
Ora, fino a che i signori censori si sono limitati a chiudere siti di nicchia gli è andata bene, ma ora è l momento di mostrare loro la “reale utilità” di questi filtri. Ecco a voi i modi per bypassare i filtri censori:
- Andate su labaia.org, l’ho detto prima, funziona. Anche se non vedrete le immagini. Fin che dura: non è detto che la Procura di Bergamo non oscuri anche questo dominio.
- Usate il servizio OpenDNS al posto dei dns che vi ha assegnato il vostro provider.
- La precedente soluzione potrebbe non funzionare se il provider ha bloccato l’indirizzo IP del server di The Pirate Bay, in questo caso potete usare uno dei tanti servizi di proxy pubblico oppure Tor.
Penso che varrà la pena aprofondire questi temi: il prossimo post sarà una guida a come utilizzare OpenDNS.
Ora si sta esagerando: sono ormai centinaia i blogger che sono stati denunciati per diffamazione solo per aver copiato notizie, per aver inserito link o per commenti ritenuti diffamanti. Purtroppo c’è chi, per ignoranza o per interessi, vuol far rientrare i blog all’interno della legge sulla stampa e delle sue interpretazioni restrittive, così il blogger è un editore con precise responsabilità legali; fa niente se un blog non è una testata giornalistica, se le pubblicazioni non avvengono periodicamente o se è impossibile controllare l’inserimento di tutti i commenti; se sul blog c’è scritto qualcosa ritenuto diffamante il blogger va denunciato subito, senza neanche chiedrgli la rimozione del post.
L’ultimo caso l’ha denunciato oggi punto informatico: un blogger ha riportato la notizia con tanto di fonti di un caso di malasanità in un policlinico siciliano, tale notizia è stata ritenuta diffamante e l’autore del blog è stato denunciato; non solo lui, pare che siano una cinquantina le persone denunciate.
La legge sulla stampa continua a fare danni: anni fa i gruppi di opposizione del mio paese furono denunciati dal sindaco per stampa clandestina: pubblicavano un giornalino di 4 pagine con uscita periodica non cadenzata. Secondo il sindaco per fare un giornalino bisogna registrare la testata in tribunale e il guaio è che la legge gli da ragione, nessun problema nel registrare una testata se non fosse che il direttore deve essere iscritto all’ordine dei giornalisti e che una copia del giornalino va depositata in tribunale.
Ora c’è chi vuole far rientrare i blog nella categorie delle testate: il rischio è che per essere blogger bisognerà essere iscritti all’ordine dei giornalisti e depositare una copia del blog in tribunale…. La legge sulla stampa sta facendo troppi danni a Internet e all’espressione del libero pensiero oltre che alla libertà di informazione, per questo aderisco al V2 Day indetto da Beppe Grillo per l’abolizione dell’ordine dei giornalisti.





