Il tutto inizia più o meno tre mesi fa: Microsoft lancia un’offerta pubblica d’acquisto su Yahoo per 44,6 miliardi di dollari, pari a 31 dollari ad azione. Ma per il board di Yahoo l’offerta è troppo bassa, il prezzo corretto per accettare l’OPA viene stabilito in 37 miliardi di Dollari. A quel punto Microsoft rilancia e offre 33 miliardi di dollari, ma l’offerta viene giudicata comunque bassa, si arriva così a oggi e alla rinuncia di Microsoft, avvenuta a seguito di un incontro tra l’amministratore delegato di Microsoft, Steve Balmer e il CEO di Yahoo, Jerry Yang.
L’obiettivo dell’acquiso di Yahoo da parte di Microsoft era arrivare ad avere una quota sufficiente per poter iniziare a fare seriamente concorrenza al dominatore del Search, Google. Dominio che Google ha conquistato in questi anni garzie all’omonimo motore di ricerca, ma anche a servizi come Gmail, Google Maps, Google Earth, etc. Per raggiungere l’obiettivo prefissato l’azienda di Redmond era pronta a fondere le proprie risorse Internet, MSN e il brand Windows Live(Live search, Live Mail, Live Spaces, etc) con Yahoo, operazione che avrebbe consentito di raggiungere una quota di mercato del 30% (comunque piccola rispetto al 70% di Google).
L’irremovibilità del CEO di Yahoo sul prezzo da attribuire all’azione unito a diversi atteggiamenti non graditi a Ballmers (vedi accordi con Google) hanno fatto si che MIcrosoft rinunciasse. Non è tutto rosa e fiori per Yahoo comunque: dopo il ritiro dell’OPA del big di Redmond le azioni sono in ribasso. Intanto si potrebbe notare che questi tre mesi hanno fatto bene a Google. Come si dice: “fra i due litiganti, il terzo è quello che gode”.





