Italia

Sbloccato The Pirate Bay.

Proprio ieri il Tribunale di Bergamo ha annullato il provvedimento di sequestro/oscuramento di The Pirate Bay. Prima di commentare, però, aspetto le motivazioni della sentenza che verranno rilasciate tra pochi giorni. Se volete saperne di più vi rimando all’articolo di Punto Informatico. Intanto da Telecom Italia – Alice residenziale il sito rimane inaccessibile, ma credo che bisognerà attendere i tempi legali per l’applicazione della sentenza più quelli neccessari alla propagazione dei DNS.

The Pirate Bay – Aggiornamento/3

Ecco cosa è successo dal mio ultimo post sulla vicenda dell’oscuramento di TPB. La FIMI ha mostrato una specie di crisi di nervi diramando un comunicato in cui afferma:

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La liberalizzazione dell’energia.

La liberalizzazione è un’ottima cosa, in tutti i mercati: produce concorrenza e fa abbassare le tariffe. In Italia sta avanzando il progetto di liberalizzare il mercato energetico, ciò ci consentirà di poter scegliere il nostro operatore di energia elettrica, non più solo l’Enel e la concorrenza tra queste aziende farà abbassare i prezzi. Ma è tutto vero?

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The Pirate Bay – Aggiornamento/2

Per la serie “la legge è uguale per tutti, ma per qualcuno è più uguale degli altri”, sembrerebbe che l’industria discografica voglia raccogliere dati (leggasi indirizzo ip) di chi prova ad accedere a thepiratebay.org grazie ai filtri basati sul dns.

Va detto che i filtri applicati dai provider si comportano in maniera diversa a secondo dei provider:

  • Alcuni provider deviano le richieste per thepiratebay.org sul computer dell’utente, o in termini tecnici, gli associano l’indirizzo ip di loopback 127.0.0.1,
  • Altri provider hanno impostato i dns in maniera che non risolvano il dominio piratebay.org
  • Altri ancora deviano i pacchetti diretti a Pirate Bay su un server che contiene un avviso della Guardia di Finanza di Bergamo e che riporto in questa immagine (cliccateci sopra per ingrandirla):

Proprio da quel messaggio arrivano i presunti problemi di violazione della Privacy.

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The Pirate Bay – Aggiornamento

Nuovi particolari sono emersi sull’oscuramento di The Pirate Bay: esso sarebbe avvenuto nell’arco dell’operazione Colombo, che ha portato anche al sequestro del sito Colombo-BT, un portale dal funzionamento simile a TPB.

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The Pirate Bay

Logo di the Pirate BayCome sapete ieri (10 agosto 2008) The Pirate Bay è stato oscurato in Italia, questo a seguito di un’ordinanza della Procura della Repubblica di Bergamo. Ovviamente, queli della baia non sono stati a guardare (sono informatici esperti, non ignoranti del computer come i politici e la procura di Bergamo) ed hanno messo a disposizione il dominio labaia.org, liberamente accessibile, anche se ha qualche problema: io ad esempio non riesco a caricare le immagini. Inoltre, sono stati cambiati gli indirizzi ip del server della baia, in maniera da aggirare i blocchi dei provider che hanno impostato filtri basati sugli indirizzi IP.

Ora, fino a che i signori censori si sono limitati a chiudere siti di nicchia gli è andata bene, ma ora è l momento di mostrare loro la “reale utilità” di questi filtri. Ecco a voi i modi per bypassare i filtri censori:

  1. Andate su labaia.org, l’ho detto prima, funziona. Anche se non vedrete le immagini. Fin che dura: non è detto che la Procura di Bergamo non oscuri anche questo dominio.
  2. Usate il servizio OpenDNS al posto dei dns che vi ha assegnato il vostro provider.
  3. La precedente soluzione potrebbe non funzionare se il provider ha bloccato l’indirizzo IP del server di The Pirate Bay, in questo caso potete usare uno dei tanti servizi di proxy pubblico oppure Tor.

Penso che varrà la pena aprofondire questi temi: il prossimo post sarà una guida a come utilizzare OpenDNS.

Polì e notizie interessanti

Da tempo non parlo più di politica cittadina, per il semplice motivo che parlare male della giunta era diventato fin troppo facile, ma dopo aver letto questo articolo del periodico del Comune di Novate Milanese, non ho potuto resistere.

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V2 day: a Milano continua.

Scrivo questo post per informare quanti si trovino dalle parti di Milano che la raccolta firme a sostegno dei tre referendum (abolizione dell’ordine dei giornalisti, abolizione del finanziamento pubblico all’editoria e abolizione della lege Gasparri) prosegue anche domani 26 aprile e dopodomani 27 aprile. I banchetti si trovano in Largo Cairoli, Lima e San Lorenzo.

Colgo l’occasione per complimentarmi con la Lista Di Pietro – Italia dei valori per aver organizzato la raccolta firme a Milano.

25 Aprile.

VdayIl 25 Aprile per me è una giornata particolare: mia nonna era partigiana e fu deportata in un campo di concentramento dove rimase rinchiusa per tre anni. Grazie a lei, a tutti i partigiani e ai soldati anglo-americani che oggi in Italia abbiamo la democrazia. Sempre grazie ai partigiani e ai soldati alleati oggi abbiamo libere elezioni e possiamo, ad esempio, eleggere i nostri sindaci, o farci eleggere. Non dimentichiamolo. Ed è anche grazie ai sacrifici di partigiani e forze alleate che in questi giorni un sindaco testa di cazzo ha potuto emettere un’ordinanza che vieta la canzone partigiana “Bella Ciao” durante la festa della Liberazione…. Non ci sono parole, anzi una per quel sindaco c’è l’ho: VAFFANCULO.

A proposito di vaffanculo: ricordo che oggi è il V2 day, la giornata dedicata alla raccolta firme a sostegno della libertà d’informazione promossa da Beppe Grillo, una delle tante libertà importanti da tutelare affinché il 25 aprile abbia un senso. Più precisamente si raccoglieranno firme per promuovere tre referendum:

  1. Abolizione del finanziamento pubblico all’editoria privata.
  2. Abolizione dell’ordine dei Giornalisti.
  3. Abolizione del testo unico sul riassetto del sistema radio televisivo meglio noto come “legge Gasparri”.

V2 Day: perchè abolire l’ordine dei girnalisti.

VdayE’ stata forse la prima ragione del perchè ho deciso di aderire al V2 Day indetto da Beppe Grillo: il referendum per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti. Tuttavia le mie motivazioni sono un po’ diverse da quelle di Grillo vediamo di spiegarle incominciando da due dati di fatto: L’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti non è obbligatoria e tanto meno la mancata iscrizione pregiudica la carriera di un giornalista. Se io volessi fare il giornalista nulla mi impedirebbe di farlo, e un giornale potrebbe assumermi senza che io sia iscritto all’ordine. Per quanto riguarda la carriera basta pensare a Vittorio feltri: tralasciando il suo modo (discutibile) di fare giornalismo, Feltri non è iscritto all’Ordine da anni (se non sbaglio venne espulso) eppure nulla gli impedisce di dirigere il quotidiano Libero.

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