HTML5 Logo by World Wide Web Consortium - http://www.w3.org/

Sicuramente ne avrete sentito parlare, dato che giornali di tutti i tipi continuano a menzionarlo. A leggere i quotidiani (non specializzati nel settore) si capisce che Html 5 è una tecnologia o una piattaforma, insomma un qualcosa, che consente avanzate capacità multimediali; il tutto senza installare plugin esterni, basta solo il browser. Insomma c’è una forte confusione intorno a questo nuovo standard e credo che valga la pena scrivere una serie di post per illustrare cos’è esattamente e le importanti novità che esso porta.

Ok, ma cos’è html5?

Risposta rapida e sintetica: l’evoluzione dell’html che consente di creare una moderna pagina web senza bisogno di usare tecnologie di terze parti (spesso proprietarie). Dato che le risposte sintetiche non mi piacciono direi che è il caso di andare con ordine! Per prima cosa dobbiamo chiederci che cos’è html. Wikipedia ci viene in aiuto:

L’HyperText Markup Language (HTML) (traduzione letterale: linguaggio di descrizione per ipertesti) è il linguaggio solitamente usato per i documenti ipertestuali disponibili nel World Wide Web. In tali documenti, un tratto di testo può essere contrassegnato inserendo delle etichette, tag, che ne descrivono la funzione, il colore, il link, o altre caratteristiche. Il contenuto servito dai siti web in seguito a una richiesta dell’utente solitamente consiste di un documento HTML: un web browser scarica da uno o più web server il contenuto HTML ed eventuali documenti collegati e li elabora, ossia ne interpreta il codice, al fine di generare la visualizzazione della pagina desiderata sullo schermo del computer.

Come si nota dalla definizione che ne da Wikipedia, l’html era stato progettato per gestire documenti che contenevano solo testo e link. Oggigiorno, comunque, una pagina web non contiene solo testo ma anche immagini statiche o animate, video e audio. L’html si è evoluto, ma finora consente solo di incorporare immagini fisse e poco altro. Se si vuole inserire un’animazione, un video o un file audio in una pagina web l’html non ci viene in aiuto, dobbiamo rivolgerci altrove, dove quell’altrove sono tecnologie proprietarie (ad esempio Flash e Silverlight) che costringono l’utente a dover instalare ulteriori plugin oltre al browser.

Html 5 nasce, anche, per colmare questa lacuna: fornirà una serie di tecnologie che renderà possibile creare una pagina web moderna senza fare uso di strumenti proprietari. L’utente,dunque, sarà in grado di visualizzare un sito senza installare ulteriori plugin, basterà il solo browser. Ho scritto la precedente frase al futuro non a caso: nonostante i browser stiano già implementando molte delle novità introdotte da HTML5, si tratta comunque di una “working draft” e il W3C non l’ha ancora rilasciato come standard.

Novità principali.

Diamo ora uno sguardo alle novità principali introdotte:

  • Nuovi tag e un doctype breve: al fine di rendere una pagina web più semantica sono stati introdotti nuovi tag come <header>, <footer>, <article> e <nav>. Parlerò di questi e altri tag nel prossimo post dedicato a HTML5.
  • Tag <canvas>: serve per introdurre immagini animate.
  • Tag <audio> e <video>: per inserire viedo e audio all’interno di una pagina web.
  • Geolocation: consente a un sito di trovare la posizione geografica del visitatore.
  • Offline web application: questa tecnologia consente di poter accedere a un sito anche quando si è ffline.
  • html5 storage: consente a un sito web di memorizzare contenuti sul computer dell’utente.

Approfondirò ciascuna novità nei prossimi post. Sappiate fin da ora che per creare pagine web che usano queste novità (eccezion fatta per i tag semantici) è necessario conoscere anche Javascript.

Linkografia

  • HTML5” del W3C
  • HTML5 differences from HTML4” del W3C
  • Dive into HTML5” di Mark Pilgrim
  • I contenuti del precedente sito sono venduti anche in forma cartacea, ecco i dati del libro: Mark Pilgrim, “HTML5: Up and Running”, O’Reilly – Google Press, ISBN: 978-0-596-80602-6.

Ormai da due mesi ho creato un mio account su Facebook e l’impressione che ne ho è che sia un mezzo adatto per scambiare cazzate con gli amici. Non riesco a prenderlo sul serio, nonostante qualcosa di serio ci sia. Infatti qualche gruppo e causa seria si trova, ma poco rispetto alla marea di cavolate che si scrivono sul più popolare social network. Continue reading »

Si, voglio parlare di quel “simpatico” bot che la Microsoft ha creato e ha lanciato con una campagna pubblicitaria degna di una vera top model. Ad ogni modo non voglio parlare della scandalosa compagna pubblicitaria, ne del suo “interessante” sito e dell’altrettanto “interessante” blog. Ne di quel bellissimo bug che fa si che questo bot prenda la parola “certosì” come un’offesa. No, mi voglio chiedere se serve a qualcosa. Insomma voglio discutere di come doretta82 faccia il lavoro per cui è nata: fare ricerche, interfacciare il servizio di chat MSN con Windows Live Search. Continue reading »

Proprio ieri il Tribunale di Bergamo ha annullato il provvedimento di sequestro/oscuramento di The Pirate Bay. Prima di commentare, però, aspetto le motivazioni della sentenza che verranno rilasciate tra pochi giorni. Se volete saperne di più vi rimando all’articolo di Punto Informatico. Intanto da Telecom Italia – Alice residenziale il sito rimane inaccessibile, ma credo che bisognerà attendere i tempi legali per l’applicazione della sentenza più quelli neccessari alla propagazione dei DNS.

Ecco cosa è successo dal mio ultimo post sulla vicenda dell’oscuramento di TPB. La FIMI ha mostrato una specie di crisi di nervi diramando un comunicato in cui afferma:

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L’avevo promesso e ora incomincio a mantenere la parola. Ecco la prima guida del ciclo “come impostare OpenDNS sul prorpio sistema” appartenente anche al ciclo più grosso “come bypassare i filtri imposti su The Pirate Bay”. Troverete la guida cliccando qui.

Per il sito thepiratebay.org va detto che l’uso di OpenDNS per aggirare i filtri funziona solo se il vostro provider non filtra anche l’indirizzo IP. Dalle informazioni che ho ricavato OpenDNS serve su Alice (Telecom filtra solo i DNS), ma non su Fastweb che filtra anche l’indirizzo IP dei server della baia.

Altri vantaggi nell’uso di OpenDNS: risoluzione più aggiornate, specie per quel che riguarda i nuovi domini e filtri anti-phishing. Svantaggi: la privacy, OpenDNS logga indirizzo IP del client, data e ora per ogni richiesta inviata al server DNS.

Per la serie “la legge è uguale per tutti, ma per qualcuno è più uguale degli altri”, sembrerebbe che l’industria discografica voglia raccogliere dati (leggasi indirizzo ip) di chi prova ad accedere a thepiratebay.org grazie ai filtri basati sul dns.

Va detto che i filtri applicati dai provider si comportano in maniera diversa a secondo dei provider:

  • Alcuni provider deviano le richieste per thepiratebay.org sul computer dell’utente, o in termini tecnici, gli associano l’indirizzo ip di loopback 127.0.0.1,
  • Altri provider hanno impostato i dns in maniera che non risolvano il dominio piratebay.org
  • Altri ancora deviano i pacchetti diretti a Pirate Bay su un server che contiene un avviso della Guardia di Finanza di Bergamo e che riporto in questa immagine (cliccateci sopra per ingrandirla):

Proprio da quel messaggio arrivano i presunti problemi di violazione della Privacy.

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Nuovi particolari sono emersi sull’oscuramento di The Pirate Bay: esso sarebbe avvenuto nell’arco dell’operazione Colombo, che ha portato anche al sequestro del sito Colombo-BT, un portale dal funzionamento simile a TPB.

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Logo di the Pirate BayCome sapete ieri (10 agosto 2008) The Pirate Bay è stato oscurato in Italia, questo a seguito di un’ordinanza della Procura della Repubblica di Bergamo. Ovviamente, queli della baia non sono stati a guardare (sono informatici esperti, non ignoranti del computer come i politici e la procura di Bergamo) ed hanno messo a disposizione il dominio labaia.org, liberamente accessibile, anche se ha qualche problema: io ad esempio non riesco a caricare le immagini. Inoltre, sono stati cambiati gli indirizzi ip del server della baia, in maniera da aggirare i blocchi dei provider che hanno impostato filtri basati sugli indirizzi IP.

Ora, fino a che i signori censori si sono limitati a chiudere siti di nicchia gli è andata bene, ma ora è l momento di mostrare loro la “reale utilità” di questi filtri. Ecco a voi i modi per bypassare i filtri censori:

  1. Andate su labaia.org, l’ho detto prima, funziona. Anche se non vedrete le immagini. Fin che dura: non è detto che la Procura di Bergamo non oscuri anche questo dominio.
  2. Usate il servizio OpenDNS al posto dei dns che vi ha assegnato il vostro provider.
  3. La precedente soluzione potrebbe non funzionare se il provider ha bloccato l’indirizzo IP del server di The Pirate Bay, in questo caso potete usare uno dei tanti servizi di proxy pubblico oppure Tor.

Penso che varrà la pena aprofondire questi temi: il prossimo post sarà una guida a come utilizzare OpenDNS.

Personalmente non sono contrario agli hack, spesso forniscono soluzioni interessanti, ma quello descritto qui da Mente Digitale appartiene di diritto alla categoria degli hack inutili. Ecco il perchè.

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