Logo di Debian

Eccomi qua a riscrivere sul mio blog e dal mio nuovo portatile……

Antefatto, scrivo da un nuovo portatile, un Freedos al quale ho fatto installare Windows 7 e Linux. Il negoziante non aveva altro che Ubuntu e mi andava bene: riconosce subito l’hardware, inoltre volevo provare a lavorare su quella che è la distro Linux più diffusa.

Ma dopo mesi, Debian inizia a mancarmi, così decido di installarla mantenendo, temporaneamente, anche Ubuntu. Lo spazio su disco è semplice da trovare: c’era una partizione NTFS che mi era stata creata per salvare i dati e che  non ho mai utilizzato, l’ho formattata e ho installato lì Debian. Come non detto: Debian ha riconosciuto tutto, potevo iniziare a installarla da subito….. Il Grub di Debian ha nel menù anche la voce che mi consente di avviare  Ubuntu

Si arriva a ieri, quando, decido di cambiare il wallpaper di Grub. Fatto quello che dovevo fare (ne parlerò in un prossimo post), eseguo un bel

update-grub2

RISULTATO: lo sfondo cambia, ma le voci per avviare Ubuntu spariscono………

SOLUZIONE: se avete altre distro Linux, prima di eseguire update-grub (o update-grub2, sono la stessa cosa!) montate le partizioni che contengono i relativi kernel (potette montarle in /mnt o meglio in una una sottodirectory come /mnt/nomedistro).

 

É sempre interessante leggere le valutazioni di una rivista come PC Professionale, anche quando riguardano prodotti opensource. Non ho potuto fare a meno di notare questo articolo in cui si dà una valutazione di Ubuntu Linux 9.10 molto positiva. L’autore ha provato Ubuntu su un “vecchio” Sony Vaio TX3XP avendo l’impressione “di un sistema operativo rapido, in grado di ringiovanite il vecchio notebook di cinque o sei anni”.

E per un articolo positivo, eccone uno negativo ad opera del giornalista Christopher Smart e pubblicato dalla rivista Linux Magazine (una rivista specializzata, quindi) dal titolo inequivocabile: ” Hey Ubuntu, Stop Making Linux Look Bad” nel quale si lamenta dei diversi problemi che Karmic Koala avrebbe.

Leggo questo post dal titolo “Monopolio di Ubuntu” su Re Ubuntu nel quale si afferma quanto segue:

Viviamo in un mondo dominato dal monopolio: Microsoft e Google ne sono la prova. Ci sono decine di esempi di monopolio, nazionale e internazionale e anche nel mondo Linux bisogna arrendersi a questa realtà: Ubuntu detiene il monopolio nelle distribuzioni Linux.

Ciò solo ed esclusivamente per meriti propri”.

Si vede il vizio particolare di molta gente: prendersi meriti che non sono propri, almeno non totalmente. Non voglio mettere in dubbio l’importanza di Ubuntu nella diffusione di Linux, io per primo la consiglio ai neofiti, ma quando si parla di meriti bisogna ricordare che Ubuntu deriva da Debian, la creazione di ogni versione di Ubuntu comincia con la sincronizzazione dei repositories di Ubuntu con quelli di Debian Sid (il ramo unstable). Il formato dei pacchetti .deb, apt-get, Synaptic e lo script di Gnome che ogni 24 ore comunica se ci sono aggiornamenti sono tra i punti di forza di Ubuntu e sono tutti programmi sviluppati da Debian e che la comunità di Ubuntu.si limita a modificare, quindi una parte del merito va anche a Debian senza la quale Ubuntu e derivate non potrebbero esistere.

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