Personalmente non sono contrario agli hack, spesso forniscono soluzioni interessanti, ma quello descritto qui da Mente Digitale appartiene di diritto alla categoria degli hack inutili. Ecco il perchè.

Innanzitutto va precisato che l’hack sembra funzionare: sostituendo l’url con la funzione javascript descritta dall’articolo si ha la possibilità di scegliere domini diversi rispetto ai soliti live.it e hotmail.it e quindi si riesce a registrare un account live personalizzato con dominio a piacere. Ma gli account non servono quasi a niente. Infatti una volta creati gli account, Microsoft invia una e mail di verifica a cui è necessario rispondere, altrimenti utilizzando Messenger si viene presentati con una frase del tipo “E-mail Address Not Verified” e se si è utilizzata questa tecnica non si riuscirà a rispondere per il semplice motivo che l’indirizzo e mail live personalizzato @dominioinventato.ext non funzionerà.

Per capire il perchè non funziona basta pensare a come lavorano i dns, la chiave per capire l’inutilità dell’hack. Ora supponiamo che voi vogliate mandarmi una e mail all’indirizzo x4b@fabiovazzana.it (indirizzo realmente esistente), quello che fate è scrivete l’e mail, compilando correttamente il campo “a:” e l’oggetto, scrivete il corpo del messaggio e quando avete finito cliccate sul pulsante “invia”; a quel punto il vostro programma di posta contatta i dns e chiede qual’è il server di posta associato al dominio fabiovazzana.com, una volta ottenuto il nome del server di posta ricontatta i dns per sapere l’indirizzo IP del server e infine con l’indirizzo IP contatta il server e spedisce il messaggio. Ovviamente i dns risolvono solo i domini che sono registrati ed è qui che l’hack dimostra la sua inutilità.

Affinché l’hack funzioni, il dominio scelto deve essere registrato e chi possiede il dominio deve cambiare i record MX della configurazione del proprio server dns, facendo in modo ché puntino sui server di posta Microsoft. Fatto questo la tecnica potrebbe funzionare, ma si sta usando un servizio in maniera impropria e forse anche illegale. Per di più servizi di posta con qualità decisamente migliore (parlo di Gmail) offrono già, in maniera regolare, la possibilità di usare domini a scelta (vedere Google Apps). Non cè che dire: un hack inutile.