Dove nessun media è mai giunto prima by Fabio Vazzana
Archive for November, 2007
I 5 peggiori prodotti tecnologici.
Nov 28th
Ecco la classifica dei 5 peggiori prodotti tecnologici stilata da ICTV, la web tv italiana dedicata a informatica, tecnologia e digital life:
- Fiat Duna: “giudicata da molti la macchina più inaffidabile della Fiat”.
- Windows ME: “Problemi nell’installazione, nell’uso… il computer faceva fatica persino a spegnersi con Microsoft Millennium Edition…”.
- Apple III: costo 4000 dollari e non aveva le ventole di raffreddamento….
- Audrey: “un ingombrante elettrodomestico che si collegava soltanto ad internet… “
- Smurf Rescue: videogioco che consisteva nel salvare Puffetta dal castello di gargamella, ” non sapete della sorpresa che i programmatori hanno inserito nella schermata finale del prodotto…”, beh, dato che nei commenti si trova la risposta, tanto vale che ve lo dico io: per invogliare il puffo a salvarla, Puffetta si toglieva il pezzo sopra del vestito….
Certo che solo qualcosa che non è tech come una macchina Fiat poteva battere Windows ME. Rilassatevi amici della FIAT, Microsoft vuole essere prima., sempre, ovunque, anche in questa classifica…. altrimenti non si spiegherebbe l’esistenza di Windows Vista…….
Opera e le ultime parole famose.
Nov 28th
No, stavolta le ultime parole famose sono le mie. Ho appena finito di scrivere un post in cui parlo bene di Opera, il browser, quando scopro che quel post scritto proprio con quel browser ha problemi di formattazione, problemi che prima, scrivendo gli articoli con Firefox non avevo, mah. Ad ogni modo quel post l’ho cancellato, era quasi illeggibile e sottolineo come quel browser lo uso solo per testare questo blog e altri siti creati da me; per navigare userò solo Firefox che sembra occupare meno RAM, il che è tutto dire, considerando che proprio l’uso di molta memoria è un problema del browser di casa Mozilla.
Leggi inglesi assurde.
Nov 24th
Se pensate che l’Italia abbia leggi assurde, allora non avete visto quelle inglesi. Ecco l’elenco di quelle che, secondo i britannici, sono le leggi più assurde del loro paese e con tanto di percentuale:
- È illegale morire in Parlamento (27%).
- È un atto di alto tradimento incollare capovolto un francobollo con l’effige del re inglese (7%).
- A Liverpool il topless è vietato per tutte le donne, tranne che per le commesse di un negozio di pesci tropicali (6%).
- La mince pie non può essere mangiata il giorno di Natale (5%).
- In Scozia se qualcuno bussa alla tua porta e ti chiede di usare il tuo bagno, sei obbligato a farlo entrare (3%).
- Una donna incinta può fare pipì ovunque lei voglia, anche nel cappello di un poliziotto (4%).
- La testa di ogni balena morta trovata sulle coste inglesi è automaticamente di proprietà del re, mentre la coda spetta alla regina (3.5%).
- È illegale entrare in Parlamento con un’armatura integrale (3%).
- Nella città di York è legale uccidere uno scozzese entro le mura della città, ma solo se sta portando arco e frecce (2%).
Fonte: Virgilio Notizie.
EICMA e l’Harley Davidson
Nov 15th
E dopo un post semiserio eccone uno leggero: nel post precedente ho detto che non mi interessava nulla di moto. Non è del tutto vero, una moto che mi interessa c’è: la mitica Harley Davidson. Ed ecco una foto ad un esemplare di Harley fatta Mercoledì 7 novembre dopo le ore 18, non appena finito di lavorare. Che ne pensate?
EICMA e la donna oggetto.
Nov 15th
Scrivo questo post adesso, forse un po’ in ritardo, ma è una riflessione che voglio fare. Tutti voi avrete sentito certamente parlare dell’Esposizione del Ciclo e motociclo di Milano, per l’appunto dell’EICMA; all’EICMA di quest’anno c’ero anche io, non come visitatore, ma come lavoratore: ero uno di quei simpatici omini col compito di dare informazioni. Ora non entro nel tema delle moto, non mi interessano tanto preferisco le auto, ma ho potuto notare come questa manifestazione fa un uso spropositato della donna come oggetto, la donna molto bella che deve stare zitta e fare vedere il suo bel corpo. Nulla di nuovo: in tutte le manifestazioni si usa la donna oggetto, in tutte le fiere di motori si pagano hostess con lo scopo di metterle sedute un una moto o su un’auto con lo scopo di attirare l’attenzione, ma quando delle hostess vengono pagate per leccare sensualmente una moto, con riferimento sesuale esplicito, beh allora a mio avviso si va oltre la soglia di tolleranza e si arriva allo squallido.
E ora una provocazione: se proprio devo stare nello “squallore del sesso” e spendere soldi , allora piuttosto vado a prostitute, è squallido, spendo soldi, ma almeno è più divertente.
I conti della chiesa
Nov 12th
E dopo il video “La chiesa veste Prada”, ecco l’articolo “I conti della chiesa” pubblicato su repubblica.it il 28 settembre 2007. Eccovi alcuni spezzoni interessanti:
[...]
si può stabilire che la Chiesa cattolica costa in ogni caso ai contribuenti italiani almeno quanto il ceto politico. Oltre quattro miliardi di euro all’anno, tra finanziamenti diretti dello Stato e degli enti locali e mancato gettito fiscale. La prima voce comprende il miliardo di euro dell’otto per mille, i 650 milioni per gli stipendi dei 22 mila insegnanti dell’ora di religione (“Un vecchio relitto concordatario che sarebbe da abolire”, nell’opinione dello scrittore cattolico Vittorio Messori), altri 700 milioni versati da Stato ed enti locali per le convenzioni su scuola e sanità. Poi c’è la voce variabile dei finanziamenti ai Grandi Eventi, dal Giubileo (3500 miliardi di lire) all’ultimo raduno di Loreto (2,5 milioni di euro), per una media annua, nell’ultimo decennio, di 250 milioni. A questi due miliardi 600 milioni di contributi diretti alla Chiesa occorre aggiungere il cumulo di vantaggi fiscali concessi al Vaticano, oggi al centro di un’inchiesta dell’Unione Europea per “aiuti di Stato”. L’elenco è immenso, nazionale e locale. Sempre con prudenza si può valutare in una forbice fra 400 ai 700 milioni il mancato incasso per l’Ici (stime “non di mercato” dell’associazione dei Comuni), in 500 milioni le esenzioni da Irap, Ires e altre imposte, in altri 600 milioni l’elusione fiscale legalizzata del mondo del turismo cattolico, che gestisce ogni anno da e per l’Italia un flusso di quaranta milioni di visitatori e pellegrini. Il totale supera i quattro miliardi all’anno, dunque una mezza finanziaria, un Ponte sullo Stretto o un Mose all’anno, più qualche decina di milioni.
[...]
Si può obiettare che gli italiani sono più contenti di dare i soldi ai preti che non ai politici, infatti se ne lamentano assai meno. In parte perché forse non lo sanno. Il meccanismo dell’otto per mille sull’Irpef, studiato a metà anni Ottanta da un fiscalista all’epoca “di sinistra” come Giulio Tremonti, consulente del governo Craxi, assegna alla Chiesa cattolica anche le donazioni non espresse, su base percentuale. Il 60 per cento dei contribuenti lascia in bianco la voce “otto per mille” ma grazie al 35 per cento che indica “Chiesa cattolica” fra le scelte ammesse (le altre sono Stato, Valdesi, Avventisti, Assemblee di Dio, Ebrei e Luterani), la Cei si accaparra quasi il 90 per cento del totale. Una mostruosità giuridica la definì già nell’84 sul Sole 24 Ore lo storico Piero Bellini.
Ma pur considerando il meccanismo “facilitante” dell’otto per mille, rimane diffusa la convinzione che i soldi alla Chiesa siano ben destinati, con un ampio “ritorno sociale”. Una mezza finanziaria, d’accordo, ma utile a ripagare il prezioso lavoro svolto dai sacerdoti sul territorio, la fatica quotidiana delle parrocchie nel tappare le falle sempre più evidenti del welfare, senza contare l’impegno nel Terzo Mondo. Tutti argomenti veri. Ma “quanto” veri?
Fare i conti in tasca al Vaticano è impresa disperata. Ma per capire dove finiscono i soldi degli italiani sarà pur lecito citare come fonte insospettabile la stessa Cei e il suo bilancio annuo sull’otto per mille. Su cinque euro versati dai contribuenti, la conferenza dei vescovi dichiara di spenderne uno per interventi di carità in Italia e all’estero (rispettivamente 12 e 8 per cento del totale). Gli altri quattro euro servono all’autofinanziamento. Prelevato il 35 per cento del totale per pagare gli stipendi ai circa 39 mila sacerdoti italiani, rimane ogni anno mezzo miliardo di euro che il vertice Cei distribuisce all’interno della Chiesa a suo insindacabile parere e senza alcun serio controllo, sotto voci generiche come “esigenze di culto”, “spese di catechesi”, attività finanziarie e immobiliari. Senza contare l’altro paradosso: se al “voto” dell’otto per mille fosse applicato il quorum della metà, la Chiesa non vedrebbe mai un euro.
[...]
Trovate l’articolo compketo su: http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/cronaca/conti-della-chiesa/conti-della-chiesa/conti-della-chiesa.html
La chiesa veste Prada.
Nov 5th
Ho appena trovato questo video su Youtube che mostra come vengono utilizzati i fondi che la chiesa cattolica riceve dallo stato. Il video si riferisce al triennio 2003-2004 e mostra come solo il 20% delle entrate dell’otto per mille dell’IRPEF viene utilizzato per opere di carità e beneficienza, il resto rimane all’interno della chiesa. Nel video vengono mostrati tutti gli altri finanziamenti che le istituzioni cattoliche ricevono e le esenzioni fiscali: si arriva a un valore pari al 45% della finanziaria 2006.
Io odio internet…..
Nov 1st
Si, io odio Internet quando il verificarsi di eventi come eccessivo traffico, poca banda disponibile e adsl scadente non mi permettono di vedere un video su Youtube o su Google video senza che ogni 30 secondi si blocchi la riproduzione. Se poi il video in questione è la mtica Crazy train del mitico Ozzy Osbourne, allora la cosa mi fa veramente incazzare…..
Ultima frontiera si è trasferito.
Nov 1st
Ed è eccomi a su questa nuova casa, con il mio blog al completo, con tutti i suoi articoli e con la sua cronica assenza di commenti, il che va già bene: ho visto più di un blog avere molti commenti, tutti spam.
Beh, a questo punto, vista la richiesta in giro per la rete, credo che scriverò un tutorial su come trasferire un blog fatto con Wordpress mantenendo tutte le impostazioni, tutti i post e tutti i commenti.





