Jun 29

A richiedere l’oscuramento del sito che permette di scaricare il  gioco Operazione: Petrofilia  è questa volta il capogruppo della camera UDC Luca Volontè, come riporta qui Punto Informatico. Sempre da P.I. apprendiamo le ragioni della richiesta di censura:

<<A suo dire si tratta dello “ennesimo attacco alle istituzioni religiose e alla fede cristiana”. Dunque, spiega il parlamentare, “il Governo provveda con urgenza a oscurare il sito che consente di scaricare Operazione pretofilia, gioco-flash scaricabile da Internet che riproduce la simulazione di stupri su bambini, da parte di preti, non ostacolati da genitori intimiditi e omertosi”.

In una interpellanza rivolta ai ministri delle Comunicazioni, dei Beni Culturali e dell’Interno, Volontè chiede la censura del gioco. Appellandosi peraltro alla legge 38/2006, quella di contrasto alla pedofilia anche virtuale. “Benchè virtuali - spiega in un comunicato - la riproduzione e la divulgazione di scene che riproducono eventi così abominevoli sono vietate” e ricorda che “ce n’è quanto basta perchè intervenga la Magistratura”.

“Nessuno - avverte il deputato - cerchi alibi con la scusa della libertà di espressione di sedicenti artisti offendendo così la sensibilità umana e religiosa. È necessario che il Governo adotti provvedimenti tali da evitare che anche in futuro possano verificarsi casi analoghi di offese al sentimento religioso e alle confessioni religiose in generale e a quella cattolica in particolare”. A detta di Volontè, il videogame “riproduce simulazioni di stupri su bambini da parte di sacerdoti, con tanto di autorizzazione pontificia”. A suo parere “siamo di fronte a un crescente attacco alle istituzioni religiose, a una esplicita intenzione provocatoria ed offensiva della fede cristiana”. >>

Sempre nello stesso articolo la risposta della società Molleindustria produttrice del videogioco che, tra l’altro, fa notare come Volontè ricorra un po’ troppo spesso alla censura, basti pensare che è uno degli autori della clamorosa richiesta di censura del gioco Rule of Rose, e inoltre sottolinea come << la legge di cui parla Volontè punisce la rappresentazione di immagini virtuali la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali. “Mai avremmo pensato - scrivono gli autori - che dei minuscoli personaggi stilizzati potessero essere scambiati per reali. Ma se quei bambini virtuali, alti appena una manciata di pixel, fossero stati seviziati e divorati da perfidi alieni, l’onorevole Volontè si sarebbe scomodato in loro difesa? Non sarà forse il riferimento tragicamente reale, più che la qualità della rappresentazione, a dar tanto fastidio ai cattolici?”>>

Già ma di cosa tratta il gioco Operazione: Petrofilia. Punto informatico la spiegato qua: “l’ennesimo giochino in flash caustico e provocatorio, che Molleindustria esprime il proprio dissenso nei confronti di questa connection. Un torbido intreccio che, a parere di molti, sembra essere legittimato dagli atti pontifici Crimen Sollicitationis e De Delictis Gravioribus, che risparmierebbero possibili colpevoli di atti di violenza su minori da procedimenti giudiziari nei tribunali civili. Lo scopo del gioco di Molleindustria? Distogliere l’attenzione mediatica sfruttando “agenti silenziatori” al soldo del Vaticano, capaci di intimidire testimoni e sottrarre alle forze dell’ordine turpi membri del clero, nell’intento evidente di richiamare su una questione spinosa l’attenzione dei media e dei cittadini”. Insomma fa vedere ciò che il noto documentario della BBC “Sex, Crimes and Vatican” racconta, documentario che è stato trasmesso in Italiano su Rai Due dalla trasmissione di Santoro “Anno Zero”. Ecco spiegato tutto: Volontè vuole censurare la verità, deve dare fastidio sapere che figure appartenenti alla propria istituzione religiosa (ed economica?) di riferimento compie atti così orribili e per giunta vengono coperti e protetti, ma vede, Volontè, reagendo così lei si rende complice di questi preti pedofili, perchè anche lei li sta coprendo. Ci pensi e invece di censurare “Operazione: Petrofilia” diriga i suoi sforzi verso il fare luce sulla verità e fare pressioni sulle istituzioni ecclesiastiche affinchè consegnino alla giustizia questi pervertiti in toga nera.

written by x4b

Jun 27

Come riportato qui da Punto Informatico Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati, avrebbe chiesto l’intervento della Polizia postale per l’oscuramento di un sito di ispirazione pedofila.

Dico subito che io sono contro la pedofilia, che ritengo sia una cosa orribile e dico anche che stando a quanto scritto da P.I. le accuse al sito sembrano essere fondate: <<in un servizio su quel sito, l’agenzia (Asg Media, N.d.A.) spiega che il sito “espone tanto di candela blu in segno di “solidarietà” ai pedofili e pubblica una vera e propria guida alla vita del pedofilo, “Living with Pedophilia: A Practical Guide or A Childlover’s Guide to Sanity”, spiega come è possibile aggregarsi ad una comunità con la quale condividere le esperinze le immagini e i video”.

A detta dell’agenzia, inoltre, “dal sito Puellula, gestito da un uomo che crede che i bambini già dall’età di sei mesi siano in grado di acconsentire ad un rapporto sessuale, è possibile collegarsi ad un network internazionale, [indirizzo omesso dal blogger per evitare di fare pubblicità a questi pervertiti] dal quale è possibile accedere a molteplici siti forum e blog di persone che definiscono la loro attività “The human Face of Pedophilia”, il volto umano della pedofilia, nella quale però, di umano non c’è proprio niente”. >>

Quindi quel sito è effettivamente pedofilo e sembra anche che favorisca lo scambio di materiale pedo pornografico. Detto questo l’oscuramento del sito non è una soluzione in quanto, come ho ribadito più volte su questo blog, può essere facilmente aggirata: basta usufruire del servizio di un proxy server pubblico situato all’estero. Se poi venisse oscurato l’indirizzo IP del server che ospita il sito e se, come probabile, su quel server ci sono altri siti che non hanno nulla a che vedere con la pedofilia, allora si finirebbe per oscurare anche quest’ultimi, con grave danno anche per i proprietari dei siti stessi. Quello che bisogna fare invece è localizzare il sito, se si trova in Italia sequestrarlo, se si trova all’estero informare lo stato interessato e fare pressioni affinchè provveda al sequestro del sito immediatamente.

written by x4b

Jun 23

Tux con logo DebianEd anche in questo caso lo dice la Microsoft. Per chi non lo sapesse in settimana è circolata la notizia secondo la quale un utente di Ubuntu Linux era riuscito a scaricare una copia di Windows Defender usando Internet Explorer 6 installato usando ies4linux, facendo riconoscere a Windows Genuine Advantage, il “sofisticato” controllore della genuinità delle copie di Windows, la propria distribuzione di Linux come “Windows autentico”.

Ebbene, ho provato la stessa procedura sulla mia Debian Lenny ed, indovinate un po’, funziona, sono riuscito a scaricare Windows Defender (beh, in realtà ho annullato il download, dato che di quel software non me ne faccio nulla).

La cosa più “intrigante”, anche nel mio caso, come dice Punto Informatico, è che “per bypassare WGA, non si sia avvalso di crack o trucchi di qualsivoglia natura: ha semplicemente seguito la procedura di verifica alternativa, ossia quella prevista da Microsoft per chi non dispone di un browser compatibile con la tecnologia ActiveX. Tale procedura consiste nel download di un piccolo tool che verifica il sistema e fornisce un codice da copiare all’interno di un’apposita form online: ebbene, questo tool ha riconosciuto Ubuntu (per la precisione, Xubuntu) come una versione originale di Windows e, soddisfatto, ha generato in cambio il lasciapassare per il download di un software Microsoft”, con l’unica differenza che nel mio caso non si trattava di XUbuntu ma di Debian.

Stando inoltre alle informazioni che ho reperito per svariati blog e forum la procedura funziona con qualunque distribuzione Linux che ha Internet Explorer 6 che gira su Wine ed installato tramite ies4linux, inoltre, sembra che i controlli Genuine Advantage vengono passati anche con altro software Microsoft.

Per approfondire:

written by x4b

Jun 21

Tux con logo DebianDopo il rilascio di Etch avvenuto ad aprile di questo anno come Debian GNU/Linux 4.0, il team Debian ha deciso di rilasciare Lenny per Settembre 2008. Se i tempi dovessero essere rispettati si tratterebbe di una scelta importante visto la lentezza con cui la relase stable di Debian vengono rilasciate: basti pensare che il rilascio di Etch come stable realese è avvenuto a distanza di circa due anni da quello di Sarge (Debian 3.1). L’accorciamento del tempo di riascio che, se venisse rispettata la timeline, si ridurrebbe a circa un anno e mezzo, ed è dovuto all’esigenza di stare al passo coi tempi di produzione del software open source e con i rilasci delle altre distribuzioni Linux, tempi generalmente quantificabili in circa sei mesi.

Quì la roadmap del rilascio di Lenny pubblicata via mailing list:
August 2007

Start of the first BSP marathon for Lenny, lasting till November. [1]Early September 2007
The list of release blockers for Lenny is frozen.

Early March 2008

Very soft freeze: Please be extra careful with new versions, and new
transitions. At this point, the list of release goals is frozen.

Start of the second BSP marathon for Lenny.

Early April 2008

Freze of the essential toolchain.

Mid of June 2008

Freeze of the non-essential toolchain and all libraries.

Mid of July 2008

Full freeze.

Early September 2008

Release!

Of course, “Early September” is only an internal goal as of now,
theofficial communications is “in the second half of 2008″.

Trovate il testo completo dell’e mail qua.

written by x4b

Jun 13

Volevo segnalare che su Unofficial ATI Linux Driver wiki ho trovato questo script che automatizza il processo di installazione dei driver proprietari ATI su Debian, in particolare si occupa di scaricare i driver, applicare le patch ad xorg e lo riavvia.

Ho provato lo script personalmente sul mio computer che, monta un scheda vide ATI Radeon 9600 su cui gira Debian Lenny (cioe il ramo testing), ed ha funzionato.

written by x4b

Jun 07

In risposta al post “voglio questa cravatta” di Federico Rubagotti.

E io voglio questa divisa:

Capitana Kirk

da buon trekker preferisco ricordare il mitico William Shatner nei panni del capitano James T. Kirk dell’USS Enterprise NCC1701 prima e USS Enterprise NCC1701A dopo; “per andare là dove nessuno è mai giunto prima”.

written by x4b

Jun 07

Se per caso stavate scaricando un immagine DVD di Debian lenny versione amd64 con jigdo e siete incappati in questo messaggio (magari dopo ore di downloawd):

Aaargh - 2 files could not be downloaded. This should not
happen! Depending on the problem, it may help to retry downloading
the missing files.
Also, you could try changing to another Debian or Non-US server,
in case the one you used is out of sync.<
However, if all the files downloaded without errors and you
still get this message, it means that the files changed on the
server, so the image cannot be generated.
As a last resort, you could try to complete the CD image download
by fetching the remaining data with rsync.
Press Return to retry downloading the missing files.
Press Ctrl-C to abort. (If you re-run jigdo-lite later, it will
resume from here, the downloaded data is not lost if you press
Ctrl-C now.)
:

allora sappiate che la soluzione è non usare un mirror, ma bensì il server principale di Debian per completare il download dei file.L’indirizzo è: http://ftp.debian.org/debian.

In alternativa, aspettate qualche giorno in modo da lasciare che i diversi mirror si sincronizzino col server centrale.

written by x4b