Mar 16

Windows Vista ridimensionerà drasticamente la pirateria, specie quella praticata all’interno di uffici e mura domestiche”, queste sono le ultime parole famose di Microsoft: infatti Vista è già stato craccato con tecniche diverse, se volete farvi un’idea leggete questo articolo di Punto Informatico.

Linux 2.6.19 è il kernel uno dei meglio realizzato nella vita di Linux”, queste sono le ultime parole famose di Linus Torvalds: in quel kernel sono stati scoperti diversi bug, ovviamente corretti.

Nei due casi una cosa è certa: la sicurezza “assoluta” del software (in senso ampio) non ci sarà mai. Non ci sarà in termini di corettezza del software, ovvero nei termini di “il software fa quello che deve fare”, è impossibile, non per gli interessi che circolano sulla sicurezza informatica (vedi aziende produttrici di programmi antivirus o firewall), ma perchè non è possibile dimostrare la correttezza di un programma, come sa bene chi si interessa di programmazione o computabilità.

Inoltre, difficilmente avremo software non copiabile, ovvero incrackabile, primo perchè i cracker si ingegneranno sempre per violare i dispositivi di sicurezza di un programma, magari aproffittando dei bachi, e poi perchè le aziende si avvantaggiano della pirateria, basti leggere questo commento di Jeff Raikes, business group president di Microsoft, relativo alla contraffazione del software: “Se proprio dovete piratare un prodotto, preferiamo che sia il nostro piuttosto che quello di qualcun altro“, già perchè quello che conta, prima dei soldi, sono i numeri: anche se pirata, una copia di un software è sempre un utente in più che utilizza quel software e i numeri servono per condizionare il mercato, come abilmente ha fatto Microsoft in questi ultimi anni facendo si che molte aziende facessero software unicamente per Windows, ma questo genere di comportamento è tipico di tutte le più grosse sofware house, Microsoft è solo l’esempio più lampante.

written by x4b

Mar 06

Se seguite le vicende di Internet, sicuramente avrete sentito parlare di italia.it, il mega portale dedicato al turismo del governo italiano.

Un portale costato la bellezza di 45 milioni di euro (per fortuna sembra che non siano stati spesi tutti) e realizzato in tre anni. Con queste premesse ci si aspetterebbe un sito fatto bene e pieno di informazioni, invece non è così. Le informazioni date sulle varie località sono più sul livello da depliant e non aggiungono nulla a ciò che si può trovare in rete oggi, anzi, wikipedia offre sicuramente informazioni più complete. Non parlo poi della navigabilità e dell’accessibilità di quel sito che lasciano a desiderare. Il colmo (nel mio caso) l’ho raggiunto quando ho provato a visitare il sito con Firefox per Linux: al posto delle animazioni Flash è comparso un avviso che mi “informava” che non avevo il player adatto. Quindi Adobe Flash Player 9 per Linux non è adatto a riprodurre le animazioni flash di quel sito, bisogna usare Windows. Senza contare l’impaginazione del portalone fatta usando le tabelle invece che i fogli di stile CSS, dei problemi di sicurezza dei campi di ricerca, ecc.

Meno male che stano nascendo iniziative “dal basso” che hanno lo scopo di ripensare il “portalone”, creando un sito in chiave open source.

Se volete saperne di più riguardo italia.it leggete questo articolo di Punto informatico.

written by x4b