Il modello cinese spopola anche in Internet. Lo apprezza Gentiloni che ha posto nuove censure, con l’obiettivo dichiarato di oscurare i siti web pedo-pornografici, ma che in realtà sono ingiuste, inutile e dannose (si, proprio come la pena di morte):
- Ingiuste: perchè violano la libertà individuale, quella che dice che ognuno è libero di visitare i siti che vuole, e se nel svolgere questo suo diritto commette reato, allora dovrà risponderne personalmente. Censure ingiuste perchè si parla dell’obliggo per i provider di dotarsi di filtri che bloccano l’indirizo IP, ma l’indirizzo IP identifica un server, e su più server di solito sono ospitati più siti, così se un sito innoquo si trova per caso su un server che ospita anche un contenuto pedo-pornografico allora anche questo sito si troverà oscurato.
- Inutili: come ho già detto in passato questi filtri possono essere bypassati grazie all’utilizzo dei proxy pubblici. Va anche detto che ormai la maggior parte della pedo-pornografia non circola più sul web, ma bensì sulle reti P2P, tipologia di servizio che rende inapliccabile i filtri per indirizzo IP.
- Dannose: la manutenzione di questo tipo di filtri comporta costi non indifferenti per i provider, costi che (c’è da scommetterci) verrano scaricati sugli utenti. Non parliamo poi di quei numerosi siti che si ritroveranno oscurati solo perchè sono residenri sullo stesso indirizzo IP.
Nel rigranziare il ministro Gentiloni (ma anche Fiorani che a dicembre a proposto una cosa simile) per il regalo di inizio anno con un V_FF_N_C_L (Ministro, desidera comprare una vocale?) prometto che se il dcreto verrà convertito in legge realizzerà un’apposita guida su come eludere tali filtri.


