Archive for October, 2006

Il sindaco non dà spiegazioni

Ho appena avuto tra le mani l’ultimo numero di Informazioni Municipali il periodico del Comune di Novate Milanese, cittadina in cui vivo. Come tutte le volte, la prima cosa che ho letto è stato l’editoriale del sindaco (forse perché adoro i comici? :-) ) e devo dire che sono rimasto deluso. Mi aspettavo dal sindaco delle spiegazioni sul perché sono stati avviati dei lavori ad autunno che sarebbe stato meglio fare d’estate come, ad esempio, i lavori alle strade della zona di Via Baranzate e agli scivoli del sottopasso pedonale tra Via Repubblica e Via Baranzate.

I lavori al sottopasso pedonale sono una barzelletta dietro l’altra: incominciati il 12 settembre (il secondo giorno dopo l’apertura delle scuole) bloccando lo scivolo della parte di via Baranzate e senza alcun preavviso. Risultato: chi è in carrozzina o in bicicletta non può attraversare il paese; l’amministrazione novatese però, attraverso un cartello, dà l’alternativa ovvero usare gli ascensori della stazione delle Nord; peccato che una volta arrivati in stazione si vede un bel cartello che vieta di usare gli ascensori per portare le biciclette e che le Ferrovie Nord non sanno nulla del cartello messo dall’amministrazine comunale e quindi impediscono l’uso degli ascensori a cicli e motocicli.

Di tutto questo mi aspettavo una spiegazione da parte del sindaco, invece si è messo a predicare sul “mito del Pil” in politica, l’editoriale in se è un’altra barzelletta, ma ne parlerò in un prossimo post. Certo che il nostro sindaco è un genio: “predica” per non afrontare le sue responsabilità e i problemi reali. Complimenti sindaco e già che c’è faccia una bella cosa: vada a Bardolino e non ritorni a Novate, non come sindaco!

Sperimentazione nuovo template.

Visto i problemi di visualizzazione (in particolare su Internet Explorer) che il vecchio template dava, ho deciso di provare questo che mi sembra carino. Forse ci sono ancora delle modifiche da fare, vedrò. Ditemi pure cosa ne pensate.

Un’altra cosa: ho deciso di fare un ulteriore atto di fiduci averso la rete accettando anche i commenti anoimi, ciò vuol dire che per commentare il mio blog non ci sarà più bisogno di registrarsi. Naturalmente consiglio comunque di fare la registrazione, è gratis e i pochi dati richiesti (nome utente e indirizzo e mail) posso guardarli solo io e nessun altro, quindi non preoccupatevi.

Adotta un pinguino

Beppe Grillo ha pubblicato ieri un post sul suo blog nel quale ha sottolineato che se le pubbliche amministrazioni usassero software open source risparmierebbero molti soldi, in particolare cito questa frase:

“Le applicazioni software della Pubblica amministrazione non costeranno più niente. Non costano già pià niente. Basta passare al software Open Source, software libero che non costa un euro. Nei ministeri, nelle regioni, nelle scuole, negli ospedali pubblici, nei tribunali, eccetera, eccetera.”

Devo dire che sono d’accordo: oggi le amministrazioni spendono un casino di soldi in licenze software, soldi che potrebbero essere risparmiati e usati in modo più utile per la colletività, se solo si usasse software opensource, va detto però, che il software opensource non è necessariamente gratuito: chi lo distrbuisce è libero di chiedere un compenso per farlo purchè rilasci il codice sorgente del programma, infatti Linux ha anche delle distribuzioni commerciali come Suse e Red-Hat. Inoltre anche la migrazione e l’addestramento del personale hanno dei costi, che però vengono ammortizzati nel lungo periodo dall’assenza di licenze. tuttavia eviterei di ingaggiare una battaglia contro Microsoft: è del tutto inutile, sosteniamo solo l’idea di opensource.

Un’ultima cosa: se non avete capito il senso del titolo del post di Beppe Grillo sappiate che il simbolo di Linux (noto sistema operativo opensource) è proprio un pinguino di nome Tux.

Windows

Si lo so, giusto ieri avevo scritto che in questo periodo avrei aggiornato poco il blog e invece ecco qua un altro post.

Andiamo al dunque. Antefatto: in università, nel corso di paradigmi di programmazione stiamo studiando il Lisp, un linguaggio di programmazione, e durante i laboratori per programmare, usiamo come ambiente/interprete Lispi il programma Lispworks, programma che su Windows è instabile dato che ad ogni tentativo di salvataggio di un file dà un simpatico messaggio di errore e non salva nulla. Problemi che l’ambiente presenta solo su Windows, infatti la versione per Linux esegue il salvataggio dei file correttamente.

Ieri, a un certo punto della lezone, la nostra prof. (si è una lei, cosa che, in informatica, sta diventando sempre più rara!) ci chiede se le esercitazionii di laboratorio sono utili; tra i problemi di quelle esercitazioni salta fuori anche l’instabilità dell’interprete, al che faccio notare che solo la versione per Windows era instabile. Risposta della prof: “winodws fa schifo!” motivando l’affermazione sostenendo che rincretiniva la gente, nel senso che la rendeva passiva davanti al compuetr. Devo dire che sono sostanzialmente d’accordo, anche se ritengo i toni usati dalla prof ecessivi, infatti la “facilità di utilizzo” di Windows maschera la complessità del sistema che si sta usando e con essa anche i rischi connessi all’utilizzo di un computer, in particolare se collegato a Internet, inoltre, quella facilità rende molta gente dipendente al sistema operativo a tal punto che se dovesse installare un altro sistema operativo, anvhei più facile da usare rispetto a Windows, avrebbe comunque molti problemi di adattamento. Tuttavia non è questo il problema.

Mi chiedo infatti una cosa: se Windows fa veramente così schifo, perchè la nostra professoressa proiettava delle diapositive Power Point usando proprio quel sistema operativo? E perché nei nostri laboratori è installato Windows? Infatti Linux (o un altro sitema operativo open source) sarebbe molto meglio: per i costi: Linux è open source e può essere liberamente copiato, cosa che lo rende praticamente gratutito, il costo di Windows va dai 200 Euro (versione Home) ai quasi 500 per la versione Professional (la più indicata per degli informatici) a meno di non copiarlo, violando la legge. Inoltre Linux è più didattico: è il sistema più usato sui server di Internet e viene usato anche in altri campi come la grafica 3D, calcolo parallelo, bioinformatica e modellazione di automi oltre ad essere sempre di più una valida alternativa a Windows sui computer desktop, inoltre essendo open source è possibile visionare e modificare il codice sorgente, cosa utile per le lezioni di programmazione e sistemi operativi. Infatti è il sistema più usato nelle università, solo i laboratori del corso di laurea di informatica della Bicocca (e qualche altro) non lo utilizzano.

Inoltre se il port per Windows di Lispworks è instabile la colpa è dei programmatori di LispWorks, non di Windows.

Esame e compitini in avvicinamento.

Gli esami capitano sempre quando si fa lo studente universitario e in questo perodo mi aspetta un simpatico orale di Analisi matematica (elementi) e altri compitini (ovvero parziali di esami, cioè parti di esami) di Paradgmi di programmazione, Linguaggi e Computabilità e Analisi matematica (Complementi). Questo significa che in queste settimane posso impiegare poco tempo al blog, che quindi verrà aggiornato poco. Scusatemi, ma purtroppo gli esami li devo fare. E speriamo che vadano bene, io c’è la sto mettendo tutta.

Diffensori della cultura e della musica?Ma fateci il piacere!

Se vi state chiedendo di chi sto parlando, beh è semplice. Sto parlando di organizzazioni a fini di lucro (e molto) che si nominano paladini della cultura, della cretività, ma che da loro esce solo musica pessima. Grazie a loro ci troviamo merda come Blue, Breatney Spears, Tiziano Ferro, etc. Loro fanno pagare un cd, supporto il cui ciclo di produzione costa, si e no, 5 euro la bellezza di 20 euro. Loro fanno in realtà di tutto per ostacolare la vera creatività. loro rincoglioniscono la gente e ci riescono, infatti fanno miliardi di profitti, ma non li basta, vanno anche a perseguitare chi non può permettersi di pagare un cd a 20 euro e quindi scarica la musica da Internet. Loro si fanno chiamare case discografiche.

Le case discografiche hanno colpito di nuovo, come si legge in questo articolo di Punto Informatico. Interessanti alcune dichiarazioni di esponenti delle case discografiche:

“L’azione penale non piace a nessuno – ha commentato Enzo Mazza, presidente di FIMI, ossia la Federazione dell’Industria Musicale Italiana – però oggi, di fronte ad un’offerta legittima sempre più ampia, è necessario colpire con efficacia coloro che offrono musica abusivamente o che ne favoriscono la diffusione con grave danno delle imprese che investono milioni di euro nella musica digitale”.

Già il grave danno di non aver aiutato a massimizzare i loro notevoli guadagni. Mazza un consiglio: smettila di usare la strategia del terrore e abbassate i prezzi dei cd, così la gente acquisterà più musica.

“I consumatori oggi – ha invece dichiarato John Kennedy, CEO di IFPI – possono ottenere musica legalmente in modi che erano inimmaginabili solo pochi anni fa, con più di 3 milioni di tracce disponibili su 400 siti nel mondo e per le più diverse piattaforme”

Si, in formato proprietario, oppure in mp3 con protezioni, così se vuoi ascoltare musica su Linux o su altri sistemi operativi liberi non lo puoi fare.

“Come risultato di questa situazione – ha continuato Kennedy – siamo costretti nostro malgrado a mandare avanti le azioni legali, ed oggi vediamo un’escalation di quella campagna pensata per dimostrare che chi condivide file di musica protetta da diritti d’autore corre davvero rischi legali, tolti quelli alla privacy e i rischi di contrarre spyware e virus (dai file scaricati dalla rete, ndr.)”.

Nonostante la legge dei grandi numeri parli chiaro: se una azione è fatta da moltissime persone è impossibile impedirla, e ogni legge scritta in tal senso è destinata a fallire. Questo i discografi lo sanno bene, infatti tentano di spaventarci; adesso è ora di ricambiare il favore e per farlo chiunque abbia un sito deve invitare i lettori ad ascoltare solo musica condivisa, scaricata, copiata. Ascoltate solo musica rilasciata sotto licenza Creative Commons.

Evviva: la Cina libera Wikipedia

In un articolo pubblicato su Punto Informatico apprendo che la Cina ha finalmente sbloccato gli accessi alla nota enciclopedia libera. Per chi non lo sapesse, il pregio di Wikipedia è che chiunque può parteciparne alla realizzazione editando o midificando voci. Wkipedia è scritta in più lingue tra cui l’italiano.

Circa un anno fà il regime di Pechino è rimasto infastidito da alcuni articoli dell’enciclopedia censurandola e bloccandone totalmente l’accesso. Ciò nonostante Jimmy Willes, leader di Wikipedia, si è sempre rifiutato di scendere a compromessi col governo cinese e questo ha contribuito a far cambiare idea a Pechino, questo anche perchè il blocco era soprattutto un danno per i cittadini cinesi che erano privati dell’accesso all’enciclopedia più vasta al mondo (si calcola che per numero di voci superi 8 volte l’Enciclopedia Britannica).

Va detto che, attualmente, ci sono ancora delle difficoltà ad accedere alle voci su piazza Tienanmen, in particolare quelle scritte in inglese. Comunque sia, va elogiata la scelta di Wikipedia di non scendere a compromessi, cosa che altre multinazionali come Google, Microsoft e Yahoo hanno fatto a loro tempo.

Viva le Nord – aggiornamento.

Probabilmente scrivo questo aggiornamento un po’ in ritardo, ma comunque è giusto farlo. In data 3 ottobre ho scritto questo post – sfogo in cui mi lamentavo dei disservizi delle Nord di quella giornata.

Il motivo dei disservizi è stato che alcuni pendolari hanno occupato un binario, dopo aver constatato che sul treno delle 7,25 diretto a Milano Porta Vittoria era impossibile salire perchè affollato.

Secondo quanto scritto dal Metro del giorno successivo (4 ottobre), il motivo di sovra affollamento di quel treno sarebbe il dimezzamento del numero di vagoni. “Il Notizziario” imputa il sovra affolallamento di quel treno alla sopressione di un altro treno straordinario che, solitamente, era in circolo sula tratta a quell’ora. Indipendentemente da tutto questo resta il fatto che casi di sovraffollamento dei treni delle Nord sono abbastanza frequenti nelle ore di punta, senza contare gli altri tipi di disservizi (vedi ritardi), tutte cose che a chi deve subirle tutti i giorni (come me) provocano un senso di giramento di scatole.Per questo a tutti i pendolari che hanno occupato i binari quella mattina va la mia solidarietà, una solidarietà da pendolare, perchè anche io di ritardi, sovra affollamenti, treni sporchi, servizio tam-Tam a pagamento che non funziona, etc ne ho piene le scatole.

PS: invito a leggere il sito PolloNord dedicato ai disservizi di Ferrovie Nord.

Ipocrisia da confindustria

Ogni anno accade: quando c’è da varare la legge finanziaria Confindustria ha sempre qualcosa da dire. Oggi ci dicono che questa finanziaria è massimalista e ci spiegano come rilanciare l’economia italiana, del resto sono industriali, sono loro l’economia.

Ma per favore, dovrei dare retta a una classe di finanzieri, già perchè questo sono, chiamare questa gente imprenditori o industriali è un insulto a veri industrali come Olivetti, Pirelli e altri. Comunque, dicevo, dovrei dare retta a una classe di finanzieri che in questi anni non ha fatto nient’altro che smantellare l’apparato economico italiano? Questi “imprenditori” sono i responsabili dello smantellamento di alcune aziende importanti come Ansaldo-Brera e Olivetti, azienda quest’ultima che fino agli anni 80 era in grado di competere nel campo dell’informatica con colossi come IBM. Questi “industriali” hanno provocato le crisi di alcune aziende come Cirio, Parmalat e Fiat. Sempre grazie a questi geni industriali Telecom Italia, come ho scritto in un post precedente, da azienda con uno dei più alti potenziali di innovazione tecnologica e di crescità d’Europa è diventata un’azienda fortemente indebitata. Grazie a uno di loro Pirelli, altra azienda Iitaliana importante, viene di anno in anno smantellata sempre più: come dimenticare la vendita del settore fibre ottiche o dei cavi, quest’ultimo storico campo di produzione della Pirelli.

Questi finanzierii hanno e stanno smantellando importanti aziende italiane per il loro tornaconto personale, quindi perchè dovrei crederli? La verità è che l’unica cosa che sanno veramente produrre sono i loro interessi e un spesso velo di ipocrisia usato per dettare alla nazione le loro ricette di “crescità economica”.

Ma adesso è l’ora di incominciare a dire basta! Cominciando da Telecom Italia: se c’è qualcuno che legge questo blog e che è azionista Telecom è fortemente invitato ad aderire all’iniziativa Share Action (detta anche OPA alla genovese) lanciata da Beppe Grillo.

Windows live space? Una vera sola

Mi capita spesso di girare per altri blog, compresi quelli dei miei amici che l’hanno fatto su Windows Live space. Premesso che non ho nulla da dire sui singoli blog, mi voglio permettere di dire qualcosa sul servizio.

Il servizio di Microsoft è una vera sola: offre possibilità di personalizzazione come aggiunta di immagini, foto e video che se non hai Windows + Internet Explorer col cavolo che li vedi; si riescono a leggere solo i testi. Vorrei tanto consigliare a Microsoft di usare standard aperti per i loro servizi web, ma so che rimarrei inascoltato: il loro interesse è solo quello di diffondere i loro prodotti, i loro servizi si devono poter vedere solo su Internet Explorer, che può essere installato solo su Windows.

Mi permetto di dare un consiglio a chi vuole mettere in piedi un nuovo blog: non usate i servizi Microsoft. Se non siete esperti di motori per blog, Google offre il servizio Blogger che vi permette di bloggare in pochi click. Alternativa migliore è prendere uno spazio su Altervista e mettere in piedi il blog usando Word Press, si tratta di un ottimo blog personalizzabile grazie alle migiaia di template e plugin presenti in rete; unico neo di questa soluzione è che non è gratuita: Word Press neccessità di un database di classe 2 che comunque non costa molto.

Altra cosa ancora carina può essere usufruire dei servizi gratuiti di wordpress.com creati dagli stessi autori di Word Press.

Insomma usate qualunque soluzione. ma boicottate Windows Live Space.